Cosa fare in caso di Trauma Dentale?

Questa è una breve nota per non specialisti che tenterà di fornire alcune semplici nozioni e consigli sul comportamento da seguire in seguito ad un trauma dentale.
Naturalmente mi auguro non debba mai servire, ma nell'eventualità potrebbe risultare utile.
Non desidero annoiarvi con dati statistici, (disponibili su richiesta) vi dico semplicemente che l'età più colpita è fra 1 e 3 anni per la dentatura decidua e fra gli 8 e gli 11 per quella permanente, e che per l'80% trattasi di incisivi superiori.
Il trauma dentale più frequente è senza dubbio la frattura della corona degli incisivi.
In questo caso la prima cosa da fare è proprio quella più istintiva, ovvero raccogliere il frammento, infatti molto spesso è possibile reincollare la porzione distaccata anche se incompleta con opportune metodiche.
Dopo aver raccolto il frammento è necessario evitare che questo si disidrati, si secchi, e perciò deve essere conservato in un liquido.
L'ideale sarebbe un contenitore sterile e della soluzione fisiologica, reperibile in farmacia, ma in mancanza di questi possono andar bene anche un recipiente pulito, l'acqua dell' acquedotto o l'acqua minerale naturale oppure del latte.

Quanto detto vale anche per traumi di maggiore entità che abbiano comportato la perdita traumatica di tutto il dente. Vediamo un esempio:
Trauma Dentale - Fig. 1Trauma Dentale - Fig. 2Trauma Dentale - Fig. 3
In questo caso però il trattamento d'elezione è il reimpianto dell'elemento avulso (a meno che non si tratti di un dente deciduo, di latte, vicino alla permuta) ovvero dopo aver trattato opportunamente il dente lo si reinserisce nel suo alloggiamento fissandolo provvisoriamente agli altri denti vicini.
Il dente re-impiantato andrà incontro a riassorbimento della radice in un periodo variabile da 1 a 5 anni in media secondo la letteratura.
Condizioni favorevoli e tecnica corretta hanno fatto si che in questo caso si siano superati gli 11 anni dal trauma ed il dente sia sempre al suo posto sebbene ormai con radice molto ridotta.
Attenzione però perchè questa operazione deve avvenire prima possibile perchè la percentuale di successo di tale intervento decresce rapidamente nel giro di pochissime ore.
Perciò riassumendo è importante mantenere il dente o il frammento nell'acqua o nel latte, toccarlo il meno possibile non lavarlo né pulirlo e contattare immediatamente uno studio odontoiatrico pronto a fronteggiare questa piccola ma importante emergenza.

La perdita di un dente anteriore è sempre un trauma psicologico di elevata intensità perchè coinvolge la sfera sociale e quella funzionale.
Non è vero che un bambino ne soffra meno di un adulto, anzi è molto più indifeso e vulnerabile per la propria autostima in fase di sviluppo.

Un dentino che non spunta

Domanda: Mi devo ritenere fortunato perché mia figlia ha 18 mesi non ha mai avuto alcun problema. L'unico piccolo pensiero che ho è che non le è ancora spuntato il quarto dente incisivo superiore, anche se si intravede qualcosa sotto la gengiva. Ha già tagliato i molari.
Devo preoccuparmi, visto che dovrebbe essere uno dei primi denti a spuntare?

Risposta: aIo rassicurerei per il momento il genitore, in quanto è vero che l'incisivo laterale superiore dovrebbe essere già spuntato (dai 6 ai 12 mesi) però è anche vero che esiste una certa variabilità dell'epoca di eruzione.
Inoltre i denti decidui nascono ed erompono compiendo un percorso rettilineo e pertanto difficilmente sono malposti, affollati o inclusi.
Talvolta vi possono essere dei piccoli odontomi (piccole formazioni mineralizzate simili a denti per struttura ma irregolari per forma volume e numero) che ne ostruiscono l'eruzione, ma il dubbio può essere sciolto con una piccola radiografia endorale.
Comunque attenderei tranquillamente fino ai 24 mesi, magari controllando la posizione del canino deciduo: è sufficiente osservare se il lato destro è uguale al sinistro e, nel caso il canino si avvicini al centrale od erompa adiacente al centrale, suggerirei una visita.

Chi si occupa dei denti dei piccoli?

Domanda: Chi si occupa dei denti dei piccoli? Esistono delle figure professionali che curino specificamente problemi della bocca dei bambini?
Se sì, sarebbe possibile avere degli indirizzi in merito ?

Risposta: Certamente, il dentista pediatrico si chiama pedodontista e si occupa appunto delle patologie dentali dei bambini.
Compito specifico del pedodontista è anche motivare ed insegnare le corrette tecniche di spazzolamento dentale, istruire all'utilizzo del filo interdentale, verificare che tutti i presidi di prevenzione siano attivi (fluoro, sigillanti), prevenire e trattare malocclusioni, abitudini viziate e traumi dentali.
Non esiste in Italia una specializzazione specifica ma esistono dentisti che si occupano solamente di tale campo.
Molto spesso il pedodontista è anche ortodontista, ovvero è un medico odontoiatra che avendo studiato l'ortodonzia ed i principi biologici e fisici che la regolano possiede adeguate capacità professionali per progettare, costruire, applicare e controllare apparecchi correttivi.
È invece difficile consigliare indirizzi specifici senza cadere nel divieto di fare pubblicità.
Io consiglierei di contattare le associazioni specifiche alle quali siamo iscritti per richiedere i nominativi dei soci nella regione di appartenenza: SIOI (Soc. Italiana Odontoiatria Infantile http://www.infodent.it/sioi/infor.html) SIOS (Soc. Italiana Odontoiatria dello Sport http://www.sios.it/faq.asp) SIDO (Soc. Italiana di Ortodonzia http://www.sido.it).

Il ciuccio deforma il palato?

Il problema del ciuccio è comune a molti genitori. Non esiste un'età in cui sia meglio toglierlo, ma una volta presa la decisione, non si torna più indietro.

Domanda: Sono la mamma di Francesco, un bimbo di 20 mesi. Mio figlio tiene per circa 2/3 della giornata il ciuccio in bocca. Questo gli ha procurato un foro nella parte superiore interna del palato.
Cosa posso fare evitando traumi per non rovinargli i denti?

Risposta: Ipotizzo che il foro a cui allude la signora sia un modo un po' eccessivo di vedere un palato ogivale e non si tratti di una palatoschisi (fissurazione del palato), che sarebbe stata altrimenti diagnosticata.
Il problema del ciuccio è una questione che divide gli ortodontisti dai neuropsichiatri infantili, in quanto i primi si preoccupano dell'accrescimento corretto dei mascellari ed i secondi tendono ad evitare traumi psichici al bambino.
Il ciuccio in primis dovrebbe essere anatomico per fare meno danni e, secondo, deve essere dato al bambino ad intervalli sempre più lunghi e deve essere tolto quando il bambino dorme (se e quando possibile). Se il bambino usa il ciuccio solo per addormentarsi ed in qualche altro momento della giornata, lo si può togliere.
Attenzione, però: i genitori devono essere rigidi in questa posizione; se si fanno impietosire dagli inevitabili strilli del bambino e glielo rendono, diventa tutto più complicato perché il bambino memorizza che è un suo diritto.
Io consiglio sempre di farlo dopo una giornata di corse in campagna, quando il piccolo sarà stanco, e, dicendo di averlo perso, distrarlo il più possibile con gesti di affetto o di gioco.
Attenzione anche al dito. Spesso il piccolo senza ciuccio scopre di averne uno sempre disponibile: il pollice. Questo a mio avviso fa più danni del ciuccio anatomico.
Riassumendo è compito del pediatra e dei genitori capire quando togliere il ciuccio, è fondamentale non tornare su questa decisione nemmeno se ci si accorge di averlo fatto troppo presto. A mio avviso 20 mesi ancora sono pochi. Tutto dipende dalla maturazione del bambino, ma se dobbiamo per forza mettere dei limiti direi che tra i due ed i quattro anni il bambino deve cessare ogni vizio di succhiamento (pollice, ciuccio, coperta, nocche delle dita, etc.).
La deformazione alveolare e palatale che ne può invece derivare si può correggere dai cinque anni e mezzo con apparecchi ortodontici, semplicemente interrompendo il vizio e impedendo alla lingua di entrare nella beanza (spazio) che in genere si forma tra le due arcate.

Pronuncia male la "S"

Il difetto di pronuncia del fonema "s" si dice sigmatismo.

Domanda: La mia bambina ha da poco compiuto 3 anni ed ha iniziato solo qualche mese fa a parlare in maniera decente, ma con sorpresa mi sono accorto che ha difficoltà a pronunciare la lettera S. Praticamente mette la lingua tra i denti falsando il suono.
È possibile intervenire per correggere questo difetto?

Risposta: Il difetto di pronuncia del fonema "s" si dice sigmatismo. Questo fonema si forma quando la corrente d'aria passa prima lungo un canale sul dorso della lingua e poi tra i denti incisivi superiori e quelli inferiori ravvicinati ad una distanza di circa 1-2 millimetri. Ora ben si comprende che mancando i denti anteriori la pronuncia della "s" non potrà essere la stessa, ma anche come determinate malocclusioni o malformazioni del palato o della lingua intervengano nel meccanismo fonatorio.
Il sigmatismo si distingue in interdentale, per interposizione della lingua tra gli incisivi superiori ed inferiori, in addentale per apposizione della punta della lingua contro la superficie posteriore degli incisivi superiori, ed in laterale per sollevamento della punta della lingua verso un lato del palato duro e fuoriuscita dell'aria dal lato opposto, specie se il soggetto manca dei premolari. Il difetto è considerato normale fino a 3 anni.
Importante è valutare che non ci sia la persistenza della deglutizione infantile (cioè di un modo scorretto di deglutire, spingendo con la lingua verso i denti invece che verso il palato) ed eventualmente correggere il difetto con terapia logopedica a 4 anni.

Difetti dello smalto

Difetti congeniti dello smalto dentario (come lei bene ipotizza), un disturbo non pericoloso ma difficilmente risolvibile.

Domanda: La mia seconda figlia ha 12 mesi. A nove mesi dopo i due incisivi inferiori ha 'messo' quasi contemporaneamente i 2 incisivi superiori con i laterali. Ora, gli incisivi superiori, a differenza degli altri, nella zona dove masticano, hanno delle zone di colore diverso dal 'bel' bianco che solitamente hanno gli altri denti. Come se mancassero di smalto. Non diamo alla bambina nulla di dolce, intendo zucchero, miele, o camomilla. Non ricordo da quanto ma le diamo anche delle pasticche di fluoro. Può servire a qualche cosa? Ora che mangia quasi ogni cosa come noi, potrebbe avere dei problemi di carie? Da chi posso farla controllare?

Risposta: Sicuramente è raccomandabile una visita odontoiatrica. Oltre che di carie (un po' troppo precoci), potrebbe trattarsi di difetti congeniti dello smalto dentario (come lei bene ipotizza), un disturbo non pericoloso ma difficilmente risolvibile che predispone i denti a carie future. Il difetto non necessariamente si ripeterà nei denti definitivi. I difetti dello smalto vanno da semplici difetti di colorazione e struttura (ipoplasie) fino a gravi danni (amelogenesi imperfecta, etc..), ma sono piuttosto rari in dentatura decidua. Tentare una diagnosi è molto difficile senza vedere la piccola. Consiglio una visita presso un odontoiatra pediatrico (pedodontista) o un ortodontista al più presto.

Pulire i dentini

A che età incominciare l'igiene della bocca?

Domanda: Sui dentini del mio bambino ci sono evidenti tracce di tartaro. Come posso rimediare, avendo il mio bambino 15 mesi?

Risposta: Dalla nascita a 6 mesi. Pulire la bocca del bambino gentilmente con una garza umida dopo le poppate. Chiedere al pediatra o al pedodontista se ritiene opportuno un supplemento di fluoro specie se non lo si è assunto durante la gravidanza. Cercare di regolarizzare il piu possibile le abitudini alimentari.
Da 6 a 18 mesi. Nascono i primi denti di latte; è consigliabile una visita di controllo. Insieme ai primi denti deve comparire anche il primo spazzolino che deve essere piccolo e con setole morbide; lo spazzolamento deve avvenire dopo ogni pasto e prima di metterli a letto.
Dai 18 mesi in poi. Seguire gli appuntamenti periodici di controllo dal pedodontista. Iniziare ad utilizzare pasta dentifricia solo quando il bambino saprà sciacquarsi la bocca da solo. Curare molto l'igiene orale: abituarli fin da piccoli può sembrare un sacrificio, ma è il mezzo più efficace per far si che continuino a farlo da soli in seguito. Verso i tre anni effettuare una visita di controllo anche da un ortodontista.

Frenulo linguale corto

Il frenulo linguale è un setto membranoso che si trova nella parte inferiore della lingua e la collega alla base della bocca.

Domanda: Il mio bambino di circa 7 mesi ha il frenulo breve della lingua. Dovrà subire un piccolo intervento chirurgico. A quale età? Comporta dei problemi?

Risposta: Il frenulo linguale è un setto membranoso che si trova nella parte inferiore della lingua e la collega alla base della bocca. Nei neonati appare molto più pronunciato perchè arriva quasi fino alla punta della lingua, poi durante la crescita si ridimensiona per l'accrescimento della lingua. Normalmente esso consente una buona mobilità della lingua. A volte però si assiste ad uno scarso sviluppo della lingua ed allora il frenulo appare corto e teso per uno sviluppo anomalo del muscolo genioglosso.
La situazione patologica che richiede l'intervento è chiamata anchiloglossia e presenta disturbi funzionali del linguaggio e della deglutizione. In altre parole, l'intervento è indicato quando il bambino non riesce a pronunciare correttamente alcuni suoni o quando non riesce a sporgere correttamente la lingua dalla bocca. L'intervento può essere di frenulotomia (ovvero un semplice taglio di questa formazione) oppure di frenulectomia (dove invece viene asportato del tessuto). In entrambi i casi l'intervento è semplice e con bassi rischi.

Malocclusione: mandibola in fuori

Tale malocclusione è in genere ereditaria, ma dubito che sia già visibile a 15 mesi.

Domanda: Mia figlia di 15 mesi gioca spesso a far scattare la mandibola aprendo e chiudendo la bocca anche nelll'imitazione del verso del pesce. Mio marito ha la chiusura della arcata dentale con i denti inferiori avanzati rispetto ai superiori. Devo far controllare la bambina per intervenire in tempo per una eventuale correzione e da quale specialista?

Risposta: È opportuno far visitare la bambina da un ortodontista a circa 4 anni e mezzo per attuare un intercettamento precoce della malocclusione ove presente. Vorrei precisare che poche anomalie scheletriche necessitano di un intervento così precoce, ma che fra queste, la terza classe (la mandibola piu avanzata rispetto al superiore) risulta molto sensibile al trattamento se ben impostato.
Tale malocclusione è in genere ereditaria, ma dubito che sia già visibile a 15 mesi. L'atteggiamento della bambina può essere spiegato probabilmente chiamando in causa un contatto occlusale doloroso (per lo spuntare di alcuni denti decidui), che costringe la piccola ad avanzare la mandibola. Non mi preoccuperei affatto per il momento ed attenderei l'età indicata (4,5 anni) per una visita specialistica dall'ortodontista.

E' saltato via un dente

Il trattamento di scelta nel caso di un avulsione traumatica di un elemento dentale completo di radice sarebbe il reimpianto nell'alveolo.

Domanda: Il mio bambino di 15 mesi è caduto ed ha perso il dente incisivo superiore (il dente è stato ritrovato, completo della radice). Il dentista interpellato ci ha consigliato di aspettare i 2 anni del bambino, per verificare lo spazio disponibile per il successivo dente permanente ed eventualmente a quell'età mettergli un apparecchio. E' corretto questo? Ed è vero che non ci dovrebbero essere problemi sul germe del dente permanente?

Risposta: Il trattamento di scelta nel caso di un avulsione traumatica di un elemento dentale completo di radice sarebbe il reimpianto nell'alveolo, tuttavia questo richiede determinate accortezze ed una preparazione specifica nel trattamento di queste piccole emergenze nei bambini. Inoltre esistono condizioni che talvolta sconsigliano l'attuazione di tale metodica. Elemento fondamentale è il tempo di permanenza extra-alveolare del dente che deve essere il più basso possibile perché questo pregiudica i risultati a distanza; quindi il comportamento da seguire dopo l'evento traumatico è quello di recuperare l'elemento avulso ed inserirlo subito in un liquido (latte, acqua o soluzione fisiologica), per evitare che si disidrati, avendo l' accortezza di non pulirlo ne tantomeno toccarlo per la radice.
Se le condizioni del piccolo paziente lo consentono (assenza di fratture alveolari), vale a dire se il bambino è trattabile dal punto di vista emotivo ed è collaborante, si può procedere al reimpianto del dente seguendo una specifica procedura che prevede l'asportazione della polpa e del nervo dall'interno del dente ed il suo riempimento con opportuno materiale. Il dente poi verrà bloccato con un dispositivo ortodontico incollato che lo fissi nella sede opportuna ma che non risulti troppo rigido. Questa procedura è praticabile sia in dentatura permanente che in dentatura decidua (denti da latte). In seguito al reimpianto, se tutto va bene, il dente andrà in anchilosi parziale o totale, vale a dire si assisterà ad una fusione della radice dentale nell'osso circostante dopo di che inizierà il lento riassorbimento della radice che porterà alla perdita del dente nel giro di qualche anno.
Ma nel caso di un dente da latte ha senso praticare il reimpianto dal momento che sarebbe destinato comunque a cadere anche in assenza di trauma? Certamente, perché la presenza dell'elemento dentale è importante per l'accrescimento osseo di quel settore anteriore della bocca e deve essere praticato quando la radice dentale è integra ed il riassorbimento fisiologico (rizalisi) non ancora iniziato, perché la presenza dell'elemento dentale è importante per l'accrescimento osseo di quel settore anteriore della bocca. In questo caso specifico il bambino è molto piccolo e quindi tutta la procedura risulta difficoltosa. Condivido la necessità di controllare il rischio di chiusura degli spazi, ma attendendo un'età alla quale sia applicabile un dispositivo ortodontico. Circa i danni al dente permanente, non conosco le modalità del trauma ma l'età alla quale si è verificato è piuttosto critica perché il contatto tra la radice del dente avulso e la gemma del permanente può causare delle anomalie di struttura e/o di posizione e di eruzione a quest'ultimo.

Ha una paura folle del dentista

È dimostrato che i bambini sono in grado di "rivivere", nel vero senso fisico del termine, una brutta esperienza trascorsa se qualcuno o qualcosa innesca la scintilla del ricordo.

Domanda: Nostra figlia di nove anni ha una paura folle del dentista, durante una visita è addirittura svenuta. Eliminate, con visite specialistiche, altre cause dello svenimento non resta che la paura del dentista. Cosa si può fare?

Risposta: Innanzitutto è necessario domandarsi perché un bambino abbia tanta paura del dentista. Le cause più frequenti sono legate ad un condizionamento familiare e/o ad una brutta esperienza. E' ormai dimostrato scientificamente che i bambini sono in grado di "rivivere", nel vero senso fisico del termine, una brutta esperienza trascorsa se qualcuno o qualcosa innesca la scintilla del ricordo (circuito stellare). Per questo è fondamentale un buon approccio col bambino. Tutti i pedodontisti (dentisti per bambini) hanno tecniche psicologiche, comportamentali e perfino ipnotiche per avvicinarsi al loro mondo, ed instaurare con loro una comunicazione.
Lo svenimento in studio non è un fatto eccezionale: nel mio studio ne sono capitati diversi l'ultimo dei quali alla figlia di un collega e prima della visita, e quindi non c'è da preoccuparsi. L'errore che commettono molti odontoiatri che non sono abituati a lavorare con i bambini è quello di considerarli adulti di serie B per cui certe cose non bisogna dirgliele ma bisogna fargliele, ed ecco allora che si perde la fiducia del piccolo paziente. Mai, e ripeto mai, si deve obbligare un bambino con la forza a togliere o curare un dente. Come i colleghi pediatri potranno confermare ogni bambino è diverso e quindi richiede un approccio personalizzato (è più facile "catalogare" il comportamento dei genitori che accompagnano il bambino).
Se la bambina di nove anni è motivata ed ha compreso la necessità di curarsi, vi sono mille modi per tranquillizzarla, non ultimo il rimedio farmacologico con il protossido d'azoto che si è dimostrato negli anni sicuro e valido. Un concetto di base è anche questo: si ha paura di ciò che non si conosce. Io, per esempio, talvolta faccio assistere i bambini più spaventati alla normale attività operativa di uno studio di odontoiatria infantile. Se la bambina di 9 anni vede un bambino di 5-6 anni che è già motivato e che si fa curare in tutta tranquillità, ne riceverà un rinforzo positivo e comprenderà perché noi gli spiegheremo passo passo tutta la procedura, senza misteri, e senza bugie. Certamente non useremo parole difficili o tecnicismi per esprimerci così come eviteremo parole e frasi ansiogene: per esempio la mia assistente conosce perfettamente che nel mio studio al posto del trapano c'è un pulitore e che al posto della siringa c'è un liquido addormentante, e così via. Un'altra tecnica che io uso moltissimo è lo spiazzamento del bambino terrorizzato: è necessario fare quanto di più insolito lui si aspetterebbe da noi: guardare i denti del babbo o della mamma anziché i suoi, invertire le posizioni mettendo il paziente sullo sgabello e dentista sulla poltrona... insomma tutto ciò che rompa lo schema mentale che lui si è prefigurato in sala d'attesa. In conclusione il consiglio è quello di trovare un buon dentista pediatrico che sappia instaurare una comunicazione con sua figlia; questo talvolta richiede più appuntamenti e molto tempo speso in convincimento, ma è una tappa che non può essere mai saltata, nemmeno quando la sala d'attesa è strapiena, perché ai bambini la logica economica interessa proprio poco (ed hanno ragione loro!!).

Ha i denti macchiati di bianco

"Ipoplasie dello smalto" noi definiamo un quadro di difetti macroscopici (abrasioni, fossette, irregolarità) localizzati sulla superficie del dente.

Domanda: Mia figlia di 9 anni e mezzo ha i denti (in particolar modo gli incisivi superiori) decisamente macchiati di bianco! Il dentista dice che la causa è dovuta probabilmente al fatto che all'età di 3 anni, seguendo l'indicazione del pediatra, abbiamo interrotto l'assunzione del fluoro che aveva fino allora regolarmente preso fin dai primi mesi di vita. Interruzione voluta dal pediatra di allora (abitavamo a Parigi), in quanto sosteneva che di fluoro i bambini ne assumono in quantità già sufficiente nella odierna alimentazione (vedi acqua minerale...). Tornati però in Italia, all'età di 6 anni, la pediatra ha voluto che la bambina riprendesse assolutamente il fluoro. In conclusione dove ho sbagliato? Ci sono dei rimedi per queste macchie?

Risposta: È difficile dare una risposta senza visitare la bambina, quindi mi limiterò a rispondere genericamente e non sul caso specifico, lei ne trarrà comunque le necessarie conclusioni. Le discromie dentali (cioè i difetti di colorazione dello smalto dei denti) possono avere varie cause, e l'eccesso di fluoro può essere una di queste. Invece, con il termine di "ipoplasie dello smalto" noi definiamo un quadro di difetti macroscopici (abrasioni, fossette, irregolarità) localizzati sulla superficie del dente. Questi possono essere difetti molto seri con depressioni di varia forma e grandezza sulla superficie dello smalto o semplicemente delle macchie bianche per difetti di mineralizzazione localizzati. Derivano da alterazioni generali della formazione del dente, le lesioni interessano tutti i denti di un medesimo gruppo e sono simmetriche (lato destro colpito come il sinistro).
Quando però tali lesioni sono localizzate solo su alcuni denti l'eziologia (la causa) è in rapporto ad un infezione pulpo-parodontale (carie destruente) oppure ad un trauma intrusivo del deciduo corrispondente (è sufficiente il contatto tra la radice del dente di latte e la corona del dente in formazione). Altro discorso è invece la fluorosi, legata ad un sovradosaggio di fluoro al momento della mineralizzazione dei denti. I denti appaiono giallastri, leggermente opachi, con delle macchie più chiare lattiginose, la superficie presenta dei leggeri avvallamenti delimitati da un alone giallo e sulle zone lisce c'è in genere un alternanza di strisce biancastre e brune. La fluorosi colpisce tutti i denti se la contaminazione si è prolungata per tutto il periodo di mineralizzazione della corona.
La colorazione è irreversibile. Si tratta di un evento non frequente, dovuto evidentemente ad un errore nelle quantità di fluoro somministrato: rispettando le dosi corrette, il fluoro è certamente utile a rinforzare lo smalto dei denti e non lo danneggia. E' però importante quanto le è stato detto: l'integrazione di fluoro con prodotti specifici non va fatta solo nelle (poche) situazioni dove il fluoro è naturalmente presente nell'acqua (zone vulcaniche) o dove viene aggiunto apposta nell'acquedotto (come si usa fare in alcuni Paesi esteri).

Ha i denti macchiati di nero

La colorazione bruno nerastra dello smalto in prossimità del colletto dei denti a formare delle striature, è dovuta a dei microrganismi cromogeni assolutamente non patologici.

Domanda: La mia bimba di 16 mesi ha da qualche tempo i dentini macchiati di nero. Il pediatra dice che è colpa della saliva acida e l'unica cosa da fare è pulire i denti con una salvietta imbevuta di collutorio, operazione peraltro molto complessa visto il soggetto che la deve subire. Premetto che la bambina segue una alimentazione non particolarmente ricca di dolci e assume quasi tutte le sere il fluoro. Esiste qualche altra spiegazione e o qualche altro rimedio? Conviene portarla da un dentista?

Risposta: La colorazione bruno nerastra dello smalto in prossimità del colletto dei denti (soprattutto dei decidui) a formare delle striature, è dovuta a dei microrganismi cromogeni assolutamente non patologici. La causa esatta non è conosciuta ma è frequentemente associata ad una bassa incidenza di carie, non è dovuta ad una saliva acida (anzi è probabile il contrario) e la pulizia con collutori è assolutamente inefficace trattandosi di una colorazione resistente.
La pulizia dei dentini è possibile con gli ultrasuoni in uno studio odontoiatrico (dai 5 anni in poi), ed è consigliabile se rappresenta un problema estetico ma è necessario sapere che si riformerà rapidamente. L'assunzione di fluoro tutte le sere è pratica sbagliata e non necessaria in condizioni normali. Per maggiori rassicurazioni può far visitare la bambina ad un collega pedodontista (dentista pediatrico).

Gli è rientrato un dente

L'intrusione traumatica di un incisivo superiore può causare il danneggiamento della gemma del dente permanente che si trova proprio sotto la radice del deciduo.

Domanda: Mio figlio Leonardo di due anni a scuola è caduto e gli è rientrato l'incisivo superiore destro. Vorrei sapere quale sono le possibili evoluzioni: riscende, va tolto, si riassorbe? Quando inizia a formarsi il definitivo? Può aver creato problemi al definitivo? Quali altri problemi può aver causato?

Risposta: L'intrusione traumatica di un incisivo superiore può causare il danneggiamento della gemma del dente permanente che si trova proprio sotto la radice del deciduo. Tale danneggiamento è in relazione all'entità dell'intrusione e allo sviluppo dell'elemento sottostante. Il trauma può causare quindi delle anomalie di eruzione, di struttura, e di sviluppo, in altre parole può trattarsi di semplici decolorazioni dello smalto, ma anche di gravi dilacerazioni della corona. Il dente intruso normalmente ridiscende in arcata per l'elasticità dei tessuti alveolari.
Le consiglio comunque una visita di controllo dall'ortodontista. Se il deciduo ha perduto la vitalità tenderà a scurirsi. In ogni caso è opportuno presentare la certificazione dell'accaduto alla scuola affinché le procedure assicurative possano andare avanti e coprire eventuali spese future (talvolta notevoli) riconducibili all'accaduto.

Le mancano i quattro molari permanenti

Che problemi comporta questa situazione?

Domanda: Il dentista ha riscontrato che a mia figlia di quasi otto anni, manca il "semino" dei quattro molari. Fino ad ora ha perso solo quattro denti da latte (gli incisivi), e mi ha detto di aspettare qualche altro mese prima di intervenire. Volevo sapere con che frequenza questo accade alla sua età e che cosa può comportare.

Risposta: La mancanza di tutti e quattro i molari permanenti è un evenienza piuttosto rara, e la valutazione sul da farsi deve tener conto delle componenti scheletriche e dentali. Trattandosi di un piano di trattamento molto soggettivo non è possibile dare indicazioni più precise. L'ortodontista incaricato deve tener conto delle necessità funzionali ed estetiche prevedendo anche gli sviluppi futuri della dentatura.

Mineralizzazione della corona

La mineralizzazione della corona è il processo biologico che fa si che la gemma dentaria si trasformi in una struttura dura formata da smalto dentario all'esterno, e da dentina al suo interno.

Domanda: Vorremmo sapere che cosa è esattamente la mineralizzazione della corona e in che età avviene. Inoltre è vero che quando si cambiano i denti da latte con la crescita di quelli definitivi, l'assunzione di farmaci, soprattutto antibiotici, può interferire sulla colorazione dello smalto (facendolo diventare giallastro)?

Risposta: La mineralizzazione della corona è il processo biologico che fa si che la gemma dentaria si trasformi in una struttura dura formata da smalto dentario all'esterno, e da dentina al suo interno. Ogni elemento dentale ha un suo periodo di mineralizzazione, e questo fenomeno si verifica tra la 13° settimana in utero ed i 17 anni. L'assunzione di alcuni antibiotici (essenzialmente tetracicline), se effettuata erroneamente nel periodo di formazione di tali elementi, può causare una colorazione giallastra dei denti.
Tale fenomeno è ben conosciuto dai pediatri, perciò talvolta si verifica per autoprescrizione di tali farmaci, che peraltro è sempre da sconsigliare.

Un dente da latte giallastro

Una differente colorazione dentale può avere una causa intrinseca o estrinseca. Che cosa si può fare per curare o prevenire tale situazione?

Domanda: Mio figlio all'età di cinque mesi ha messo i primi due dentini, gli incisivi inferiori, di cui il sinistro di colorazione giallastra, ora a sei mesi e mezzo ha messo i due incisivi superiori di cui sempre il sinistro giallastro. Tale difetto potrà provocare la carie precoce in questi denti? Potrà ripresentarsi nei denti permanenti? Che cosa si può fare per curare o prevenire tale situazione? Esiste una motivazione particolare per cui siano solo i denti a sinistra? Il bambino è sano, nato a termine, allattato al seno e non ha mai assunto farmaci, né lui né la madre, se non una copertura antibiotica (la madre) in seguito alla rottura delle acque il giorno della nascita.

Risposta: Una differente colorazione dentale può avere una causa intrinseca o estrinseca. La causa estrinseca agisce dopo l'eruzione del dente mentre quella intrinseca si sviluppa durante la maturazione del dente e può essere per esempio un difetto di mineralizzazione dello smalto oppure una colorazione della dentina data da determinate sostanze (come le tetracicline) che si fissano in questa e traspaiono dallo smalto. Esistono circa 15-20 differenti cause di colorazione dentale e pertanto è difficile rispondere a questa domanda senza un esame visivo perché è necessario valutare l'estensione, l'opacità, la superficie e la colorazione del singolo dente (o di tutti i denti) per attribuirgli una causa specifica.

Sono spuntati i denti permanenti

E quelli da latte non sono ancora caduti.

Domanda: Sono già spuntati i denti permanenti dietro a quelli da latte Ho una bambina di cinque anni e mezzo alla quale, da qualche giorno, dondolano i due incisivi inferiori centrali. Controllandole la bocca ho visto che però sono già spuntate le punte dei denti permanenti dietro ai seguenti dentini di latte: incisivo inferiore (che dondola) e canino (questo non dondola ancora). E' una cosa normale? Mi suggerisce di portare la bimba ad un controllo dal mio odontoiatra? Nel caso in cui mi consigliasse di togliere i denti di latte lo devo fare? Oppure anche se i nuovi denti nascono un po' arretrati, andranno a posto da soli? In famiglia la mamma ha portato l'apparecchio nella parte solo superiore, il babbo non ha avuto problemi.

Risposta: Si, è necessaria una visita da un ortodontista per valutare il da farsi. Ricordo che è sempre opportuna una visita ortodontica tra i 5 ed i 6 anni, anche se tutto a vostro giudizio pare regolare. Talvolta gli incisivi inferiori permanenti, che nascono dietro agli incisivi decidui per la spinta della lingua, possono andare a posto da soli, o migliorare, a patto che vi sia spazio in arcata. L'opportunità di estrarre i decidui deve essere valutata dall'ortodontista nei singoli casi.

Morso aperto

Per morso aperto si intende un errato combaciamento dentale in senso verticale, in sostanza la presenza di una beanza tra le due arcate dentali.

Domanda: Noto che mio figlio di cinque anni e mezzo ha dei problemi di deglutizione e masticazione quando mangia. Può essere dovuto al "morso aperto"? Di cosa si tratta? Che cosa devo fare?

Risposta: Per morso aperto si intende un errato combaciamento dentale in senso verticale, in sostanza la presenza di una beanza (N.d.R.: apertura) tra le due arcate dentali con un contatto dentale solo nei settori posteriori. Il morso aperto può essere anteriore o laterale e, in base alle caratteristiche che lo determinano, si classifica in basale o dento-alveolare.
Certamente può causare problemi di efficienza masticatoria, deglutitoria e fonatoria. Pertanto, una visita dall'ortodontista è consigliabile, affinché lo stesso possa richiedere gli esami radiografici necessari per intraprendere un piano di trattamento, mirante alla correzione del problema.

Ha tutti i denti da latte cariati

La carie destruente dei denti di latte, detta anche carie da biberon, o, in inglese, "baby bottle caries", deriva da un uso prolungato ed incongruo del biberon.

Domanda: Mia figlia, di tre anni, purtroppo ha quasi tutti i denti cariati. Le abbiamo dato l'abitudine ad addormentarsi bevendo il latte, e solo da poco abbiamo scoperto che probabilmente questa è una delle cause. Non sapevamo nemmeno delle pastiglie di fluoro. La settimana scorsa ha avuto due ascessi contemporaneamente, siamo dovuti correre al Pronto Soccorso Odontoiatrico dell’Ospedale della nostra città dove, con un trapano e senza anestesia, le hanno bucato i due denti per spurgare gli ascessi. Ora io e mia moglie non sappiamo cosa fare, abbiamo il terrore che le venga un altro ascesso. Ci hanno detto che l'unica soluzione è un operazione in anestesia totale con la quale le verranno asportati tutti i denti rovinati, cioè quasi tutti. Sotto molti denti sono in corso delle infezioni. Sono quindici giorni che assume antibiotici, fatica a dormire per il mal di denti e non mastica quasi più. Non vogliamo farla più soffrire come l'ultima volta perciò ci siamo decisi di portarla all’Ospedale per programmare l'intervento. Abbiamo paura per l'intervento in sé e poi per come farà dopo a mangiare e a parlare e per quello che ancora non sappiamo. Vorremmo parlare con qualcuno per avere la sicurezza che non stiamo sbagliando di nuovo.

Risposta: La carie destruente dei denti di latte, detta anche carie da biberon, o, in inglese, "baby bottle caries", deriva da un uso prolungato ed incongruo del biberon. In particolare è lo zucchero che vi viene introdotto a provocare la carie sulle superfici occlusali, labiali e linguali. Statisticamente sono più colpiti i denti incisivi ed in particolare i bambini al di sotto dei tre anni. I pazienti che ne sono affetti sviluppano dolorosi ascessi dentali che richiedono lunghe cure e la collaborazione degli stessi. Talvolta la situazione è talmente compromessa da doverli sottoporre ad una operazione in anestesia generale per estrarre tutti gli elementi dentali irrecuperabili. Nei casi meno drammatici, ed in genere per bambini di 4-5 anni, si può tentare un approccio con la sedazione cosciente che, tramite un opportuna miscela gassosa per via nasale con una mascherina, aiuta il bambino a vincere la paura e attenua il dolore. Tale sistema richiede però sempre una minima collaborazione iniziale, l'utilizzo dell'anestesia locale, ed è in genere molto più costoso.

Verniciare i denti per prevenire la carie

Si tratta di una misura preventiva contro la carie dentale ed è sicuramente raccomandabile.

Domanda: Ho un figlio di tre anni. Ho sentito parlare di una forma di prevenzione dentale che consiste nel "verniciare" i dentini dei bambini con una speciale sostanza protettiva. Volevo sapere se ciò è vero e in caso affermativo volevo i vostri commenti.

Risposta: Si tratta di una misura preventiva contro la carie dentale ed è sicuramente raccomandabile. Si chiamano "sigillanti" e sono delle resine composite in forma liquida che vengono poste sul fondo dei solchi e delle fosse dei denti. Dopo la loro applicazione vengono fotopolimerizzati mediante una lampada speciale che li trasforma da liquidi in solidi. Vengono applicati sulle superfici masticanti dei denti come una vernice e la loro applicazione è completamente indolore, non essendo necessario asportare tessuto dentale. Loro compito è quello di impedire il ristagno di placca dentale, consentendo una buona detersione da spazzolamento, senza interferire sulla masticazione né danneggiare lo smalto dentale. Infatti talvolta i denti posteriori presentano dei solchi dentali a forma di U troppo profondi, e pertanto né la saliva né lo spazzolino riescono a detergerne il fondo.
Generalmente si sigillano i primi e i secondi molari permanenti, che presentano solchi e fosse molto pronunciate oppure i denti di soggetti ad alta cario-recettività (anomalie dentali strutturali, handicap). La durata media di una sigillatura è di circa due anni e, avendo costi limitati, è sempre possibile ripeterla quando necessario.

Il dente da latte si è scurito dopo un trauma

Il cambiamento di colore del dente indica una perdita di vitalità dell'elemento.

Domanda: La mia bambina di quattro anni ha subito, circa tre mesi fa, un trauma frontale alla bocca con gonfiore diffuso ed evidente alla gengiva ed al labbro superiore. Il dentista, non avendo riscontrato lesioni, ha prescritto una cura di antibiotici per tre giorni. Con il passare dei giorni il dente incisivo superiore sinistro si è scurito. Ora la bambina lamenta dolore alla gengiva corrispondente al dentino annerito. Qual'è la possibile causa del dolore? Vi può essere un'infezione in corso? Che cosa si può fare? Ci possono essere conseguenze per la dentizione definitiva?

Risposta: Il cambiamento di colore del dente indica una perdita di vitalità dell'elemento. Il trauma ha causato una disconnessione del vaso sanguigno e del nervo che arrivavano al dentino. In questi casi, dopo aver controllato radiograficamente che non vi siano fratture nella radice, è possibile trattare il dente per evitare che diventi ancora più scuro, riempiendolo con un materiale riassorbibile e quando necessario schiarirlo.
Il trauma può anche aver causato un trasporto di microrganismi e quindi un infezione, ma il trattamento di scelta rimane lo stesso in genere perché l'epoca di permuta è ancora lontana ed il dentino andrebbe conservato. Le conseguenze sui permanenti sono in relazione al trauma: se vi è stato un contatto della radice del deciduo sulla gemma del relativo permanente (per esempio per un colpo dal basso in alto) vi possono essere danneggiamenti di vario grado, da una piccola discolorazione ad anomalie di forma complesse (dilacerazione) o anche spostamenti dalla normale posizione. Per verificarlo però non possiamo far altro che attendere l'eruzione dell'elemento che avverrà tra un paio di anni circa.

Proteggere i denti con capsule

Può servire in caso di carie? Tale intervento previene le fratture radicolari e consente l'endodonzia (la devitalizzazione) se necessaria.

Domanda: Ho una figlia di sette anni e mi è stato consigliato di metterle le capsule dentali sui molari per proteggerli. Poiché ho sentito altri pareri contrastanti, gradirei sentire la vostra opinione in merito.

Risposta: L'applicazione di corone dentali (capsule) con finalità protettiva è certamente da consigliarsi in caso di grande distruzione cariosa del dente. Tale intervento previene le fratture radicolari e consente l'endodonzia (la devitalizzazione) se necessaria. Si utilizzano in genere corone preformate o fuse dal basso costo in attesa di poterle sostituire, a crescita ultimata, con corone protesiche in metallo-ceramica o in ceramica pura. L'attesa per la protesi definitiva è giustificata dall'allungamento della corona clinica (la porzione emergente dalla gengiva) e dalla crescita residua di tutto il complesso cranio-mascellare.
Talvolta, in alternativa alle corone protettive, possono essere utilizzate delle bande ortodontiche adeguatamente cementate.

Togliere o no i denti da latte?

Chiedo al Pediatra o all'Ortodontista?

Domanda: Alla mia bambina è recentemente spuntato un dentino premolare nella parte posteriore ai denti di latte. Ho parlato con il pediatra e mi ha consigliato l'estrazione. Prima di fare ciò voglio consultare un dentista, cosa avete da consigliarmi?

Risposta: Posteriormente ai denti decidui erompono normalmente i primi molari e si passa cosi nella fase di dentatura mista, nella quale i permanenti sono in arcata contemporaneamente ai decidui. Il consiglio del pediatra dovrebbe essere quello di rivolgersi allo specialista (ortodontista o pedodontista) che è in grado di valutare al meglio la situazione e provvedere di conseguenza laddove necessario.

L'apparecchio ai denti

Esistono una grande varietà di malocclusioni, alcune delle quali necessitano di correzione precoce per sfruttare al massimo le potenzialità della crescita e/o evitare lunghe terapie in seguito.

Domanda: Sono il papà di un bimbo di nove anni al quale è stato consigliato da parte dello specialista in ortodonzia di mettere un apparecchio fisso sull'arcata superiore per correggere la troppa sporgenza dei denti; inoltre è stato consigliato di mettere sull'arcata inferiore un apparecchio fisso in quanto i denti hanno poco spazio fra loro. Il consiglio è stato dato dopo aver eseguito, oltre ad una visita, una rx-panoramica e una teleradiografia del cranio, dalla quale è scaturito la non esistenza di malformazioni a livello scheletrico e le formazioni dentarie appaiono regolari. Mio figlio ha attualmente: 4 denti permanenti sopra, 4 denti permanenti sotto, 3 denti permanenti appena spuntati sotto, più ovviamente i denti che ancora non gli sono caduti. Ora mi chiedo se non sia troppo presto iniziare a mettere apparecchi quando ancora non sono presenti tutti i denti permanenti.

Risposta: Esistono una grande varietà di malocclusioni, alcune delle quali necessitano di correzione precoce per sfruttare al massimo le potenzialità della crescita e/o evitare lunghe terapie in seguito. L'ortodontista effettua la diagnosi basandosi sullo studio cefalometrico della teleradiografia, sull'analisi della ortopantomografia (panoramica), sull'analisi del profilo, sulla respirazione ecc...
I referti radiografici non vanno presi alla lettera in senso positivo, perché, trattandosi di materia specialistica, il radiologo si limita ad un controllo di massima sul numero e sulla posizione di denti ed arcate, mentre spetta all'ortodontista valutare tutti i dati e fare diagnosi. Per tornare alla domanda, nove anni non sono affatto pochi per il trattamento ortodontico e talvolta possono anche essere drammaticamente troppi, tutto dipende dal caso specifico.

Serve portare presto il bambino dal dentista?

Il consiglio dei pediatri e dei pedodontisti di pulire i denti di latte è giustissimo così come la prima visita deve essere effettuata a cinque anni.

Domanda: Ho una carissima amica che ha la mia età (25 anni): allora le mamme non si preoccupavano più di tanto di andare nei particolari e sicuramente Pediatria OnLine non esisteva nemmeno nel loro immaginario. Non so se abbia preso fluoro sin dalla tenera età - io no, solo dalle elementari. Ebbene di recente ho saputo che vorrebbe fare il primo controllo dal dentista: -"scusa" le chiedo (io che ho svariate otturazioni e che ho battagliato con i dentisti da quando avevo cinque anni!) "sento bene" "si " mi risponde lei candida! "che dici vado, ho un po’ di paura dei medici" e io: "hai problemi particolari?" - "no" "e allora non andarci!!!" Morale: "non tormentiamo bambini piccoli tantopiù in età di dentizione quando le sofferenze sono già tante con garzine e spazzoline. Ritengo che il discorso dei denti, tanto lungo quanto complesso, sia principalmente legato a pH salivare e buon patrimonio genetico...in grandi linee le buone dentature si ereditano e si mantengono poi con sani principi di vita" Scusate lo sfogo, ma l'argomento era diventato per me troppo spinoso.

Risposta: Dal commento appare chiaro come il suo rapporto col dentista non sia stato dei migliori, ed è proprio per evitare quelle "svariate" e temute otturazioni che si effettuano le visite precoci ed i trattamenti intercettivi. Il bambino che viene in studio per la prima visita è in genere tranquillissimo a meno che genitori ansiosi o peggio ancora con fantasiose teorie personali sulle cause della carie, non li terrorizzino. Il consiglio dei pediatri e dei pedodontisti di pulire i denti di latte è giustissimo così come la prima visita deve essere effettuata a cinque anni.
Questo commento è il tipico atteggiamento di chi va dal dottore accompagnando il bambino in lacrime con un ascesso ed un gran mal di denti e poi si stupisce del fatto che il piccolo non si fa curare. La vorrei invitare a trascorrere un pomeriggio in studio con me e con i miei pazientini per farle vedere come il lavarsi i denti non sia una tortura bensì un momento di apprendimento giocoso di norme igieniche che genitori poco attenti non sono in grado di trasmettere per cultura, intelligenza o presunzione.

Ha la placca sui denti

L'igiene orale, con una garza umida e con uno spazzolino morbido, è corretta, e molto probabilmente non si tratta di placca quanto di macchie scure vicino al colletto dei denti.

Domanda: Mio figlio ha 28 mesi e praticamente, da quando gli è spuntato il primo dentino inferiore, gli è iniziata la deposizione della placca ai denti. La pulizia dei denti, con una garza quando era più piccolo, con lo spazzolino adesso, non porta a grandi risultati. Il nostro pediatra dice che dipende dalle caratteristiche della saliva, e quindi non è possibile farci niente. Desidererei avere una vostra opinione.

Risposta: L'igiene orale, con una garza umida prima e con uno spazzolino morbido dopo, è corretta, e molto probabilmente non si tratta di placca batterica vera e propria quanto di macchie scure vicino al colletto dei denti. Queste sono molto resistenti e solo il dentista in studio è in grado di rimuoverle, tuttavia non sono affatto patologiche perché non causano danni al dente. Il collega pediatra è nel giusto quando afferma che sono legate alla composizione salivare, infatti scompariranno al mutare di questa.
Nel ricordare di non utilizzare il dentifricio fino a quando il piccolo non sarà in grado di evitare di deglutirlo (cosa sempre più probabile dati i sapori accattivanti), consiglio una visita di controllo dal vostro dentista onde verificare la presenza della suddetta situazione, che ripeto, non richiederebbe intervento alcuno.

Ha i canini che crescono obliqui

Se la malposizione dei canini è di un certo rilievo, non è sufficiente (ed a volte improduttivo) rimuovere i canini decidui.

Domanda: Ho una figlia di 9 anni (quasi 10). Dalla panoramica effettuata due mesi orsono è risultato che ha i canini permanenti superiori che crescono obliqui in direzione della radice dell'incisivo vicino. Il nostro medico dentista ci ha consigliato di eliminare i canini di latte per dar spazio ai canini permanenti di scendere. Così abbiamo fatto. A distanza di un mese abbiamo rifatto la radiografia e il medico ha costatato che non ci sono stati miglioramenti e ci ha proposto un intervento. Gradirei avere la vostra opinione in merito. E' sufficiente un mese o due per permettere ai canini di iniziare a scendere? Ci sono altre alternative all'intervento?

Risposta: Mi è impossibile rispondere senza vedere la radiografia e la paziente. Tuttavia, se la malposizione dei canini è di un certo rilievo, non è sufficiente (ed a volte improduttivo) rimuovere i canini decidui. Talvolta anche il raddrizzamento precoce degli incisivi laterali può causare la mancata eruzione dei canini. Considerando la giovane età della paziente suggerirei di attendere almeno i normali tempi di eruzione dei canini superiori (11-12 anni) prima di parlare di inclusione e pensare ad un intervento. Nel frattempo è necessario controllare che non vi siano perdite di spazio in arcata che possano pregiudicare il tentativo di recupero chirurgico-ortodontico dei canini.
La valutazione radiografica a distanza di un mese, a mio personale avviso, non è idonea per valutare miglioramenti nella posizione dei canini perché troppo vicina alla precedente e per l'approssimazione che i mezzi radiografici offrono in termini di tecniche, ingrandimenti e riproducibilità. Consiglierei una rivalutazione a non meno di 6 mesi se strettamente necessario, mentre aspetterei i 12 anni se nient'altro complica il caso clinico.

Mantenitori di spazio

Apparecchi per tenere il posto ad un dentino che è caduto. possono essere utilizzati anche a fini estetici? Come vengono applicati?

Domanda: Vorrei sapere qualcosa di più sui mantenitori di spazio: possono essere utilizzati anche a fini estetici? Come vengono applicati? Mia figlia di 12 mesi ha perso i due incisivi centrali superiori a causa di un trauma; vorrei fare sapere se esiste la possibilità di fare qualcosa prima che erompano i denti permanenti, visto che mancano ancora cinque anni!

Risposta: I mantenitori di spazio possono essere fissi o removibili a seconda delle esigenze del singolo caso. La loro funzione primaria deve essere quella di preservare dalla chiusura degli spazi formatisi per estrazioni o traumi; quando necessario è possibile inserire su di essi degli elementi dentali artificiali (in resina o ceramica). Non si deve sottovalutare l'aspetto estetico del bambino perché il piccolo potrebbe soffrirne psicologicamente sentendosi differente dai coetanei in una fase di sviluppo psicofisico molto delicata.

Ph salivare e ricorrenza delle carie

Ritengo si riferisca ad un’analisi del pH salivare (cioè del grado di acidità della saliva) che potrebbe spiegare, nel caso sia più acida del normale, la maggiore incidenza della carie.

Domanda: Il mio bambino ha sette anni ed è seguito da un dentista da circa due anni. All’ultimo controllo mi è stato detto che a causa delle carie ricorrenti (5 denti cariati) sarebbe bene effettuare un esame della saliva. E' corretto? E' meglio far vedere il bimbo da un dentista specializzato per bambini?

Risposta: Ritengo si riferisca ad un’analisi del pH salivare (cioè del grado di acidità della saliva) che potrebbe spiegare, nel caso sia più acida del normale, la maggiore incidenza della carie. E’ il caso di ricordare che la saliva dovrebbe avere un pH neutro o lievemente acido. Il conoscere questo dato tuttavia non cambia il modo di intervento che, lo ricordiamo, si basa sul controllare le abitudini igieniche e nel mettere in atto tutti i presidi preventivi del caso (sigillature dei solchi, fluoro topico ecc...). Le visite di controllo dal pedodontista (dentista per bambini) devono essere effettuate almeno ogni quattro mesi, per poter curare senza difficoltà e soprattutto senza traumatizzare il piccolo paziente.

Vaccino contro la carie

Non mi risultano informazioni in questo senso: di certo si sta lavorando in molti laboratori nel mondo per ottenerlo.

Domanda: Un mio collega mi ha segnalato che in America e forse anche in nazioni europee è disponibile un "vaccino contro la carie". volevo sapere se la notizia è vera e se un simile prodotto è attendibile.

Risposta: Non mi risultano informazioni in questo senso: di certo si sta lavorando in molti laboratori nel mondo per ottenerlo ed un giorno speriamo di averlo per risolvere finalmente questa antipatica patologia. Per comprendere la difficoltà realizzativa del vaccino si deve tener presente che la carie è provocata da numerosi microrganismi ed inoltre, diciamolo pure, ci sarebbero interessi economici ben più ampi (dentifrici, spazzolini, collutori e tutti i prodotti dell'odontoiatria conservativa) rispetto alla vendita di un vaccino. Comunque noi continuiamo a sperare.

Ha la mascella in fuori

Una mandibola apparentemente prominente può essere realmente tale o può apparire tale se associata ad un mascellare retruso (diciamo corto o poco sviluppato).

Domanda: Durante un controllo dal dentista mi è stato fatto presente che la mascella inferiore sporgente, che avevo notato ma consideravo irrilevante e puramente estetica, è un problemaccio. Mi hanno parlato di impalcature esterne da portare fino a 19 anni, che potrebbero anche non risultare efficaci, e che verso i 20 anni sarà forse necessaria un'operazione chirurgica complessa. Desidero avere maggiori informazioni in proposito.

Risposta: Difficile rispondere senza conoscere più dettagli, comunque diciamo che in letteratura nessuno ha mai dimostrato di poter frenare la crescita della mandibola: si può però intervenire sulla direzione di crescita e sulla crescita del mascellare superiore (stimolandola o frenandola). Una mandibola apparentemente prominente può essere realmente tale o può apparire tale se associata ad un mascellare retruso (diciamo corto o poco sviluppato). Quindi lo studio ortodontico del caso prevede l'analisi cefalometrica (dalla radiografia laterale del cranio), l'analisi dei modelli in gesso e tutta una serie di parametri importanti per ipotizzare una crescita residua.
Tuttavia non sempre una previsione di crescita risulta veritiera e quindi a seconda del caso si deve tentare un compenso dento-alveolare al dismorfismo delle basi ossee oppure preparare le arcate all'intervento chirurgico. Impossibile dare consigli specifici ma se il trattamento è basato su di uno studio specifico del suo caso direi che possa tranquillamente affidarsi alle cure di colui che le sa spiegare limiti e possibilità del trattamento, perché una cura ortodontica, se ponderata, potrà essere non sufficiente a raggiungere l'obiettivo che lei vorrebbe, ma non sarà mai inefficace.

Palato ogivale

Con il termine "palato ogivale" si intende un palato molto profondo, la cui sezione ricorda appunto un ogiva.

Domanda: Quali problemi può comportare nel bambino il palato ogivale?

Risposta: Con il termine "palato ogivale" si intende un palato molto profondo, la cui sezione ricorda appunto un ogiva. La causa molto spesso è un vizio di succhiamento del pollice o del ciuccio. Attenzione però, perché il succhiare il pollice o il ciuccio è attività normale fino ai 3, 5 - 4 anni e quindi, prima di forzare troppo energicamente vostro figlio a smettere, parlatene col vostro pediatra e col vostro ortodontista per decidere il da farsi.

Ha i dentini che gli dondolano dopo un trauma

Posso fare qualcosa per salvarli?

Domanda: Ha i dentini che gli dondolano dopo un trauma Mio figlio di cinque anni ha subito un trauma dentale: i due incisivi inferiori dondolano. Posso fare qualche cosa per salvarli? La caduta dei denti può pregiudicare la crescita dei denti permanenti? Vivo in un nuovo paese in Spagna e conosco solo il pediatra: é sufficiente una visita con lui o è meglio visitare anche un dentista?

Risposta: È consigliabile una visita da un dentista per analizzare la questione. Se trattasi di denti decidui vicino alla permuta il problema può essere di poco conto, se invece si tratta di permanenti può essere opportuno eseguire accertamenti radiografici ed eventuali interventi. Purtroppo tutto è in relazione alla crescita del bambino e all'entità del trauma.

Uso dello spazzolino elettrico a tre anni

Funziona meglio di quello normale?

Domanda: Vorrei porre una domanda riguardo l'utilizzo dello spazzolino elettrico durante l'igiene orale di mio figlio di tre anni di età. Premetto che non ho particolari problemi nel convincere mio figlio a lavarsi i denti, nel senso che molte volte è direttamente lui a chiedermi di lavarli, però ho alcune difficoltà ad utilizzare uno spazzolino normale in quanto lui vuole giocare e quindi continua a bloccare il movimento dello spazzolino morsicandolo. Ovviamente, purtroppo, sono io a lavarglieli e non lui autonomamente. La domanda comunque era: si può gia utilizzare uno spazzolino elettrico nonostante mio figlio abbia solo tre anni o questo può provocare problemi alle gengive o altro, visto che le testine di questi spazzolini hanno delle setole dure.

Risposta: Sebbene non esista una controindicazione assoluta per l'utilizzo dello spazzolino elettrico io preferisco sempre non consigliarlo in bambini piccoli, primo per il rischio di piccoli traumi gengivali e poi per l'aspetto educativo che lo spazzolino manuale deve comunque avere. Se il bambino ha già imparato a sciacquare e a non deglutire il dentifricio è bene usare una piccola quantità di dentifricio (un quarto di quella che mostrano in pubblicità è più che sufficiente), altrimenti è consigliabile uno spazzolino piccolo, corto, stretto, e con il manico più largo e con setole morbide.

Caduta precoce dei denti da latte

L'epoca di permuta, ovvero l'età alla quale cadono i dentini di latte, è molto variabile in ciascun soggetto.

Domanda: Mio figlio compie cinque anni tra un mese e, alla data di oggi, gli sono caduti, secondo me molto presto, due incisivi inferiori alla distanza di cinque giorni l'uno dall'altro. Il primo dentino gli si muoveva e, mordendo un frutto, gli si staccò senza traumi. Il secondo allo stesso modo: mordendo un dolce lo perse ingoiandolo, ma non si muoveva al contrario del primo, ma mi disse che non provò nessun dolore alla perdita nella gengiva. Rientra nella normalità tutto ciò, dato che sia io che i suoi due fratelli li abbiamo persi a quasi sei anni?

Risposta: L'epoca di permuta, ovvero l'età alla quale cadono i dentini di latte, è molto variabile in ciascun soggetto. Pertanto tutti i riferimenti che vengono forniti o le stesse osservazioni personali devono venir prese come indicazioni di massima. Per meglio comprendere questo concetto basti pensare che alcuni neonati (per fortuna pochi) presentano denti alla nascita, mentre altri ad un anno di età ancora non hanno un dentino. Entrambe le situazioni sono considerabili normali e non influenzano la dentatura finale.

Lussazione congenita della mandibola

Il rumore di "scatto" della mandibola, che in gergo tecnico va sotto il nome di click articolare, è determinato da una incoordinazione del "cuscinetto".

Domanda: Sono la mamma di una bimba di cinque mesi che è nata con una lussazione congenita della mandibola. All'ospedale mi dissero che avrei dovuto tenerla sotto controllo, ma non so bene a chi rivolgermi. Attualmente quando apre molto la bocca sento lo scatto della mandibola, ma la piccola non percepisce alcun dolore... Cosa mi consigliate di fare?

Risposta: Il rumore di "scatto" della mandibola, che in gergo tecnico va sotto il nome di click articolare, è determinato da una incoordinazione del "cuscinetto" che si interpone tra la superficie ossea articolare del cranio ed il condilo (la porzione mandibolare articolante). In sostanza può succedere che questo cuscinetto, che altro non è che un disco fibrocartilagineo controllato da un piccolo muscolo, non si sposti contemporaneamente al movimento di apertura della bocca e questo generi il tipico rumore.
Si tratta di un segno aspecifico di sofferenza articolare: diciamo che circa l'80% dei soggetti sani adulti lo presenta saltuariamente, così come può presentarsi nei soggetti in crescita in certi periodi per poi scomparire. È necessario distinguere il click articolare in apertura da quello in chiusura perché hanno un significato diagnostico molto diverso. È consigliabile effettuare delle visite dall'ortodontista o dal pedodontista con intervalli di un anno, per verificare la dinamica articolare, la crescita simmetrica delle due articolazioni, ed è molto probabile una risoluzione spontanea del problema in assenza di altre condizioni patologiche.

Ha i dentini meno sviluppati da una parte

Puo' essere un ritardo di accrescimento?

Domanda: Ho una bimba di 20 mesi alla quale sono spuntati quasi tutti i denti ma la parte sinistra delle arcate superiore e inferiore presenta dei dentini notevolmente ridotti rispetto alla parte destra. Le chiedo se sa spiegarmi il perché di questo problema, se evolverà in maniera positiva e quali problemi potrà presentare in futuro se il difetto persiste. Le faccio presente che la bimba é nata con una vasta aplasia cutanea sul capo: sono da correlare i due problemi?

Risposta: Sarebbe necessario visitare la bambina per meglio comprendere il problema: infatti non è chiaro se la riduzione alla quale accenna sia volumetrica oppure i se i dentini siano poco erotti. In questo secondo caso si potrebbe ipotizzare un ritardo di accrescimento sul lato anomalo, ma il tutto deve essere valutato con una visita specialistica in relazione anche a molti altri fattori, che qui per brevità non è possibile specificare, ma che riguardano la simmetria del volto, lo sviluppo complessivo, la mobilità della lingua, la deglutizione ecc. Ritengo che il vostro pediatra o il vostro ortodontista potranno certamente darvi maggiori informazioni specifiche.

Ortopantomografia delle arcate dentarie

È proprio necessaria per valutare se mettere l'apparecchio ai denti?

Domanda: A mio figlio di sette anni è stata richiesta una ortopantomografia delle arcate alveolo dentarie per verificare se l'uso dell'apparecchio è necessario. Il pediatra si oppone a questa radiografia in quanto "troppo forte e dannosa" per un bimbo così piccolo. Che fare?

Domanda: La radiografia panoramica, altresì detta Ortopantomografia, è necessaria ma non sufficiente per sapere se suo figlio necessita dell'apparecchio ortodontico. Deve essere eseguita insieme ad una radiografia del cranio che consenta di fare una diagnosi ed un piano di trattamento personalizzato. I timori per l'irraggiamento non sono giustificati perché trattasi di dosi molto basse. Si ritiene però corretto evitare, tranne in casi gravi, la ripetizione di entrambe prima che sia trascorso un anno dalle ultime eseguite. Vorrei sottolineare ancora una volta che senza queste due radiografie non è possibile fare una terapia ortodontica corretta.

Ha i denti superiori rientranti

È il caso di farla visitare da un dentista? La cosa può avere ripercussioni sulla masticazione e quindi sulla dentatura definitiva?

Domanda: Mia figlia di 11 mesi ha otto denti (quattro sopra e quattro sotto). I denti superiori sono però rientranti, tanto che quando chiude la bocca vanno dietro ai denti inferiori. È il caso di farla visitare da un dentista? La cosa può avere ripercussioni sulla masticazione e quindi sulla dentatura definitiva?

Risposta: Il caso descritto viene chiamato in gergo tecnico inversione del combaciamento anteriore ed è una di quelle poche anomalie che devono essere corrette più precocemente possibile; tuttavia l'età alla quale un bambino è trattabile con un dispositivo rimovibile è attorno ai 4-5 anni, ovvero quando potremmo avere un minimo di collaborazione. Consigliamo comunque una visita da un ortodontista per comprendere se l'anomalia è anatomica (con una componente ossea vera e propria) oppure "posizionale" perché, talvolta, per evitare un contatto doloroso posteriore (per l'eruzione di qualche dente di latte, per esempio), il bambino sposta la mandibola in avanti. Questa seconda ipotesi è ovviamente la migliore e impone una terapia diversa.

Macchie bianche sui denti da latte

È il caso di consultare un dentista per bambini, una volta che saranno usciti definitivamente?

Domanda: Ho un bambino di 13 mesi che sta mettendo tre dentini nella parte superiore della bocca. Ho notato che i due centrali, nonostante siano fuori solo a metà, hanno delle macchie bianche. Abitiamo in Svizzera e qui il pediatra non mi ha mai dato il fluoro perché dice che ne ingeriamo sufficientemente, anche perché uso il sale fluorato. Ora non riesco proprio a capire il perché di queste macchie: è un bambino sano, mangia di tutto, da quando sono spuntati questi denti (in totale ne ha cinque) la sera passiamo lo spazzolino, non si addormenta con il biberon e non uso miele. Può avere problemi di macchie anche con i denti definitivi? È il caso di consultare un dentista per bambini, una volta che saranno usciti definitivamente?

Risposta: Si può trattare di ipoplasie dello smalto, leggere decolorazioni dello smalto dovute ad un difetto di mineralizzazione localizzato. Non creano in genere problemi, tuttavia in quelle zone più bianche lo smalto è più aggredibile dalla carie; perciò si consiglia una visita dal pedodontista di fiducia per valutazione ed eventuale intervento.

Mi consigliano di togliere quattro premolari per mancanza di spazio

È giusto togliere dei denti sani?

Domanda: Mia figlia ha nove anni ed è già in cura da un odontoiatra dall'età di sei. Ha perso piuttosto precocemente i canini da latte. Il medico le ha fatto fare la radiografia panoramica. Dall'esito di quest'ultima mi ha consigliato di fare l'estrazione di quattro premolari, due sopra e due sotto, in quanto la bambina ha notevole carenza di spazio. In seguito, quando tutti i denti permanenti saranno usciti, si intraprenderà un trattamento ortodontico fisso. Sono un po' preoccupata: è giusto togliere dei denti sani? Sarà traumatico per la bambina?

Risposta: L'estrazione dei premolari è talvolta indicata per risolvere delle problematiche ortodontiche, tuttavia non è possibile fare un adeguato piano di trattamento con la sola radiografia panoramica. È viceversa assolutamente indispensabile eseguire una radiografia del cranio, seguita da un esame cefalometrico tramite il quale escludere altre possibilità di correzione meno drastiche. L'estrazione del premolare di per sé, quando venga correttamente presentata ed eseguita, non è traumatizzante per la piccola paziente.

Si è spezzata i dentini davanti

Si possono mettere dei dentini provvisori?

Domanda: Sono la mamma di Monica che ora ha 32 mesi, e che all'età di 25 mesi è caduta fratturandosi gli incisivi centrali superiori. Il destro ha solo un angolo spezzato, mentre il sinistro è spezzato fino alla base. Vi è quindi ancora la radice che mantiene lo spazio. I dentini sono stati devitalizzati e trattati con il laser perché non venga la carie. Io vorrei sapere che cosa si può fare per mettere un dentino provvisorio in attesa dei denti permanenti perché, oltre al problema estetico, la bambina mette continuamente le dita in bocca in corrispondenza della "finestrella", mastica solo da un lato stortando la bocca, perde saliva e pronuncia male alcune parole.

Risposta: Per quanto concerne il dentino con lo spigolo fratturato era sufficiente proteggere la dentina eventualmente esposta per evitare sensibilità e rischio di carie. Adesso comunque sono stati devitalizzati entrambi e suppongo riempiti con un materiale riassorbibile. Circa il trattamento per prevenire la carie col laser, non comprendo come questo possa realizzarsi: forse la signora si riferisce ad una sigillatura con lampada fotopolimerizzatrice che sarebbe il trattamento più indicato. Per la risoluzione del problema estetico e funzionale è necessario attendere fino a quando la piccola potrà portare un apparecchio rimovibile con un dentino artificiale aggiunto sull'apparecchio. Tra i cinque ed i sei anni arriveranno poi gli incisivi permanenti a risolvere la problematica definitivamente.

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