In una società nella quale l'apparenza e l'estetica sono sempre più importanti, o almeno valutate tali, la pubblicità e la rete ci propongono con sempre più insistenza terapie ortodontiche definite invisibili per correggere disallineamenti dentali (denti storti) o malocclusioni di vario grado.
Contrariamente alle classiche stelline incollate sui denti che sono molto visibili (stile Ugly Betty) l'ortodonzia invisibile si propone di utilizzare sistemi diversi che pervengano allo stesso risultato ma in modo meno apparente. Con questi obiettivi in mente sono nate varie tecniche come gli allineatori trasparenti in policarbonato (Invisalign, Clearstep, e tanti altri marchi registrati) tuttavia la vera invisibilità rimane per essi un traguardo lontano, forse irraggiungibile e sarebbe meglio che si definissero "poco visibili" piuttosto che invisibili. Infatti la vera invisibilità la si ottiene non posizionando niente sulla superficie esterna dei denti. Ma allora come correggere il problema dei denti non allineati? Applicando l'apparecchio sul lato interno, quello non visibile al comune osservatore, ovvero il lato linguale. Si parla infatti di ortodonzia linguale per definire l'ortodonzia invisibile.
In pubblicità vengono comunicate solo le informazioni che interessano omettendo ad arte quelle controproducenti, fateci caso, molti produttori di allineatori trasparenti (come Align Technology produttore di Invisalign) mostrano fotografie comparando la "presunta invisibilità" del loro prodotto con grandi attacchi ortodontici montati sull'esterno, ma non con quelli linguali che ovviamente sarebbero ancor meno visibili perché assenti.
E' vero che si vedono poco perché composti di plastica trasparente, ma da vicino si vede luccicare e soprattutto se il trattamento viene eseguito sulle due arcate si deve anche considerare lo spessore tra i denti che non facilita certo la pronuncia. La moglie di un mio paziente un giorno mi disse: "si vede poco ma si sente parecchio !" lamentando il fatto che indossare 22 ore su 24 due mascherine trasparenti infastidiva entrambi e le relazioni interpersonali. Tuttavia rimangono dei presidi validi per correggere dei difetti non troppo grandi ed hanno il grosso vantaggio di poter essere tolte per pulire i denti, cosa che le rende, talvolta, da preferirsi in pazienti con handicap motori.
Intanto bisogna precisare che non si tratta di un unico allineatore ma di una serie di mascherine che devono essere sostituite ogni 14 giorni e che devono essere portate per almeno 22 ore su 24. Infatti si tolgono per mangiare, bere, e pulire i denti.
La forza elastica imprime piccoli spostamenti sui denti che rispondono spostandosi lentamente. Non ci sono ne fili ne attacchi metallici ma spesso è necessario incollare degli accessori del colore del dente anche sulla parte esterna, il che rende ancora un po' più visibile l'apparecchio. Ogni 2 mesi è necessaria una visita dall'ortodontista per controllare i progressi ed il tempo medio di trattamento è poco meno di 24 mesi, sensibilmente più alto di un apparecchio linguale individualizzato.
Tutto dipende da quante mascherine trasparenti debbano essere predisposte ovvero dalla difficoltà del caso, comunque diciamo che si parte dai 2500 euro per un caso a bassa difficoltà. Nel costo dell'apparecchio invisibile sono comprese le visite di controllo ma non le radiografie necessarie a predisporre il piano di trattamento.
Questi allineatori trasparenti sebbene prodotti tecnologicamente molto avanzati che sfruttano le metodiche CAD CAM per produrre mascherine da utilizzarsi in modo sequenziale, presentano dei limiti biomeccanici legati alla loro composizione e struttura pertanto non tutti casi ortodontici possono venir trattati con successo. Inoltre lavorano sulle due arcate in modo indipendente e questo talvolta crea dei problemi irrisolvibili con questo unico metodo. Altri settori nei quali non sono applicabili sono: la chirurgia ortognatica ovvero, dove per esempio per denti inclusi, si debba associare la chirurgia all'ortodonzia, oppure laddove siano necessarie delle estrazioni, le problematiche intrusive ed estrusive, ed infine anche le problematiche di chirurgia maxillofacciale.
Come dicevamo il vero apparecchio ortodontico invisibile è l'apparecchio linguale che si applica sulla porzione non visibile dei denti.
Oggi le moderne tecniche informatiche ci consentono di realizzare su misura tutti gli attacchi necessari, riproducendo con un dettaglio mai visto la superficie dentale. Quindi un apparecchio il più piccolo possibile per non infastidire il paziente ma con tutte le componenti necessarie per ottenere il miglior risultato. Grazie all'aiuto del computer e dei robot che modellano gli archi si riescono a trattare tutte le problematiche in modo confortevole e preciso. I fastidi iniziali svaniscono dopo le prime 2-3 settimane ed il risultato, gia visibile dopo il primo mese, fa migliorare il sorriso giorno per giorno in modo costante e progressivo. La tecnica più diffusa al mondo prende il nome di Incognito e noi la utilizziamo con grande soddisfazione dal 2006. Essendo stati tra i primi a sperimentarla i Italia abbiamo la casistica documentata più grande d'Italia. Per questo motivo nei nostri studi di Firenze e Monsummano Terme Pistoia organizziamo da l 2009 mensilmente corsi per i colleghi che la vogliano apprendere guardandola e sperimentandola sul campo, ovvero nei nostri studi, studiando i casi dei nostri pazienti soddisfatti.
Anche in questo caso tutto dipende dalle necessita del paziente ma si parte dai 5000 euro a trattamento. Costo ampiamente giustificato dalla maggior tecnologia e potenzialità dell'apparecchiatura.
Con il passare del tempo probabilmente il costo dell'apparecchio linguale invisibile si ridurra ulteriormente e si spera che questa bella metodica possa soddisfare un numero sempre crescente di adulti ed adolescenti. In conclusione, l'apparecchio invisibile è una realtà che può essere oggi alla portata economica di tutti, infatti il suo prezzo e certamente calato rispetto ad anni fa, tuttavia ogni caso deve essere valutato per le problematiche presenti, per le esigenze ed i desiderata incrociando le potenzialità delle singole metodiche ortodontiche al fine di individuare la sistematica che, con il minor disagio, pervenga al miglior risultato.
Fermo restando che dai sistemi più economici ma comun denominatore debba rimanere la qualità del risultato.